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'N quel umil borgo

‘N quel modesto borgo all’agricoltura dedito,
che reca il nome del santo patron romano
non lontano de la città dalle prime campane,
dimora la fanciulla della qual, lieto, scrivo.

Ella hai capei dal sol baciati, che ‘n doppia
banda lievemente su le spalle si posano;
li occhi ha del color della bella etade
e lievi e dolci forme ha l’suo corpo leggiadro.

Non sia, però, d’inganno il suo primo aspetto
che tanto s’avvicina a quel di un angelo immortal,
sì che ‘n apparenza docile e ‘ndifesa po’ sembrar
ma l’animo di un pardo e la mente di una volpe possiede.

Quella virtù che sol al saper è secunda
fa che tra me ed ella non vi sia segreto alcun,
ed io non ho timor di rivelarle l’mio amato dolor,
chè speme e sapienza sa infonder ne le sue parole

 

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