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disincanto

Corvi, seduti ad un tavolo biondo,
si saziano dilaniando quel che resta di un vento di primavera.
Sporcano col loro becco come orme su neve fresca. Più in là, una refola quasi viva,
si nasconde per sfuggirgli e nel farlo inciampa sulla sulla sua speranza riversa perterra.
L'han vista.
Un Tacchino diffonde la feral notizia e nuvole nere nascondono il misfatto a Dio.
Se avessi avuto dieci anni non sarebbe potuto succedere. Non sarebbe potuto succedere.

 

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8 commenti:

  • donatella bellucci il 21/01/2008 21:17
    molto bella maurizio lascia un piacevole alone di malinconia...
  • alberto accorsi il 01/12/2007 18:35
    Arcana e suggestiva.
  • Anonimo il 26/11/2007 11:34
    Ben arrivato Maurizio!!! Hai iniziato bene, e piano piano impareremo a conoscerti. Mi pare almeno da qui che sei bravo!
  • Ugo Mastrogiovanni il 25/11/2007 10:44
    Un bivacco tra amici non oiù giovani (vento di primavera)? Il ripensamento su uno squarcio di vita non gradito; un evento improvviso che poteva essere evitato? Certamente una situazione che l’ingenuità avrebbe tenuto lontano. Una piacevole successione di versi di difficile interpretazione e per questo affascinante. Conosco il termine refolo, REFOLA non l’ho trovato.
  • Maria Lupo il 25/11/2007 00:54
    Mi piace, non è poi tanto surreale. Preferirei la scansione in versi.
  • Paola Reda il 24/11/2007 22:29
    Benvenuto fra noi Maurizio. Come inizio non c'è che dire... il tuo ingresso è MOLTO surreale. Poesia ermeticamente ermetica (scusa il gioco di parole) ma che suscita curiosità. Spero di capirti meglio nelle tue prossime poesie.
  • Giorgio Carana il 24/11/2007 22:06
    Ero ben più giovane nello spirito quando vivevo di queste bellissime immagini e non c'erano solo bunuel e dalì. Eè vero, è ermetica come lo è il surreale ma ognuno trovi la propria chiave a meno di non chiederla all'autore. Bravo Maurizio.
  • Riccardo Brumana il 24/11/2007 17:06
    troppo ermetica, non ne colgo il senso. peccato.

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