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Bambole appese.

Ci sono bambole
ovunque,
appese a corde
intirizzite,
che non pregano più.

Ci sono ventri che,
come abissi e
frantoi sprangati,
non osano
chiedere la luna.

Ti sembra il modo
di urlare?

Nessuno è più
sordo
di un'anima
cieca
che continua
a mangiare.

 

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0 recensioni:

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17 commenti:

  • filippo s ganci il 19/07/2008 21:53
    La prima parte del testo, la metafora e dubbia o per me ermetica, in ogni caso ottimo testo poetico!
  • bernardo gentile il 19/07/2008 16:29
    supplizio surreale!
  • Diana Moretti il 09/01/2008 09:55
    x Umberto: l'immagine è quella della speranza che non trova sbocchi, dei sogni che ringono tali perchè non trovano opportunità.. grazie dei tuoi commenti. A rileggerci. Dia
  • Umberto Briacco il 09/01/2008 00:46
    Non mi torna la prima strofa, l'immagine è potente ma non riesco a trovare il significato.
    C'è chi ha e piange di non poter avere di più e chi non ha e non osa nemmeno chiedere.
    saluti
  • celeste il 02/12/2007 13:31
    Ben si adatta ai nostri giorni.
    Certi Sindaci del veneto andrebbero messi a purga
  • tania tania il 02/12/2007 02:47
    Stupenda... perdere ogni fiducia... e non trovar un modo per farsi sentire o vedere da chi mangia... mangia tutto e tutti... e chi banchetta è sempre più grasso e ingordo... mentre le bambole che non osano perdono ogni appiglio... e cadono... Bellissima!
  • Marco Vincenti il 01/12/2007 00:34
    la descrizione di un dolore di fronte all'indefferenza


























    ... nessuno è più sordo di un anima cieca che continua a mangiare... un grido di dolore di fronte all'indifferenza. Molto bella!
  • Diana Moretti il 30/11/2007 20:06
    Grazie Angelica.. Dia
  • Anonimo il 30/11/2007 18:17
    Mamma mia, con così poche parole hai descritto il disagio interiore e non solo, in maniera divina.
    Molto bella.
    Ciao Diana
    Angelica
  • Diana Moretti il 30/11/2007 15:18
    Il senso con cui l'avevo concepita era esistenzialista.. come l'ha intesa Laura.. ma sono rimasta affascinata dall'altra interpretazione che ne è stata data da Flavia..
  • Riccardo Brumana il 30/11/2007 13:05
    è molto bella e struggente. piaciuta.
  • Anonimo il 30/11/2007 11:37
    Persone che, per noi, sono come bambole, fantocci, con cui giocare, chiedono spesso il nostro aiuto, urlano ai ricchi la loro fame, ai capi la loro povertà, a noi la loro sofferenza... E noi?? "siamo sordi, anime cieche che, stufe di giocare, buttano via quel pupazzo e continuano a mangiare", pronti, poi, a comprare una nuova bambola...
    Realistico e terribile messaggio, Diana, che hai saputo esprimere con rara originalità...
  • laura cuppone il 30/11/2007 10:38
    questa poesia è splendida..
    i termini usati per descrivere il senso di disagio, particolarmente toccanti..
    inadeguatezza, non riconoscersi negli schemi... e soffrirne.. tra l'indifferenza generale...
    bellissima.. complimenti.
    Ciao L
  • Diana Moretti il 29/11/2007 13:46
    Grazie di cuore degli apprezzamenti.. a rileggersi. Dia
  • Tony Fontana il 29/11/2007 13:29
    Prima di lasciarti un commento ho voluto leggere altre tue poesie e quello che ho riscontrato era cio' che pensavo, tu cara Diana hai una grandissimo dono.. quello che hanno
    i poeti, cioè di saper sintetizzare senza banalizzare i propri sentimenti le proprie emozioni ed impacchettare una breve poesia regalando piccole emozioni anche a chi di poesia non vive... continua così ... ciao Tony
  • Alessandro Cancian il 29/11/2007 12:47
    bella! la chiusa su tutto! quel "continua a mangiare" è d'estremo impatto e profondità!
    Volendo sdrammatizzare un po' (ma poi mica tanto) mi viene in mente la strofa di una canzone di Marco Armani
    [...] Poi si mangia, e non si è giovani già più. Cosa fai, resti a tu per tu, con i tuoi bucatini e la lepre in salmì [..]
  • Alessandro Castellarin il 29/11/2007 10:45
    Profonda e sentita, molto bella!

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