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17:... così la Solitudine.

Giaceva nel letto…
Le vesti scomposte,
i rigogliosi capelli ricci arruffati,
gli arti ritratti,
il viso sciupato, gli occhi spenti e umidi,
le mani calorosamente fredde, i piedi incrociati,
il gracile corpo inerme…

La luce soffusa
Illuminava il suo corpo ormai evanescente…
Spoglio un tempo, privo di vesti,
i rigogliosi capelli ricci dispersi su un rigido cuscino,
gli arti rilassati,
il viso roseo, gli occhi vivi e asciutti,
le mani così gelidamente calde, i piedi distanti tra loro,
il gracile corpo osservato.

Mi stava scomparendo dinanzi…
Vedevo il suo corpo, cosa stava accadendo?
E le sue mani, cosa stavano mostrando?
Incrociai il suo sguardo, come mai stava piangendo?
Mi rivolsi al suo cuore…già stava cedendo.

Scossi il capo e lei non c’era più…
La sua anima si librava sempre più su,
mi sussurrò di averle ordinato:< Vola! >
poiché a causa di un < Addio > era rimasta sola…

Questa è la storia di una fanciulla
Che un tempo giaceva in una culla,
mi parlò del suo desiderio d’infanzia prima di morire…
Spero che un giorno qualcuno te lo faccia benedire.

 

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6 commenti:

  • Aedo il 18/01/2011 00:11
    Poesia bellissima, che ci racconta una storia tenera e struggente. Bravissima!
    Ignazio
  • Anonimo il 18/09/2009 00:42
    Bella descrizione fisica e mentale!
  • Silvia Lodini il 09/05/2009 14:40
    bellissima
  • antonio castaldo il 25/03/2009 20:16
    senza parole... bravissima
  • Anonimo il 28/06/2008 14:33
    vola, corri la libertà e là, là oltre, sentirai i nostri pianti ogni decibel ti indicherà quanto eri importante per noi. ciao salva
  • luigi deluca il 06/01/2008 12:36
    Oh Mariapaola, l'ho letta e riletta e sono alquanto sgomento, è una metafora della "giovinezza" che "muore" o è la cronaca d'una "morte" vista davvero?
    scrivimi in privato se vuoi, che, tu sai bene, non mi piace restare nel dubbio, ciao gigi

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