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IL DESTINO DELLE AQUILE

Invidiavo il destino delle aquile
ed ero aquila anch’io,
avevo grandi ali
però non sapevo volare;
ma una notte di novembre
lasciai il mio umile nido,
una notte di novembre
spiccai il primo volo
e squarciavo, e ridevo,
la notte ed il cielo.

 

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Salvatore Masullo il 06/01/2013 14:37
    Il primo volo ricordato come l'ebbrezza del vivere che si prova quando si incontra il primo amore. L'abbandono del nido con un temerario volo che apre nuovi orizzonti e ti fa sentire padrone del cielo, del mare, dell'universo. Un respiro nuovo e una sensazione che la poesia rende in maniera semplice e vigorosa.

5 commenti:

  • Anonimo il 06/06/2011 20:33
    Ieratica
  • Francesco Aceto il 13/03/2009 21:29
    bella...
  • Edoardo Iacono il 25/12/2007 20:38
    Diciamo così: il mese di novembre è più che altro simbolico, anche se in tale mese sono accaduti, negli anni, tanti eventi in grado di cambiare la mia vita.
  • Anonimo il 24/12/2007 16:52
    una poesia molto intima e personale. chissa cos' hai fatto quel novembre

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