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Milano

Cazzo che luce che c’è
E la gente che c’è?
Quel tipo urla anche per me.
E un pacco di celere per te.
Una nana dalle tette d’oro.
Uno incoronato di alloro.
Un vecchio che respira appena.
Un clown riempie la scena.
Trovami una maglietta
che si infili nel cappello.
Prendimi una cinghia
che si chiuda sullo scontrino.
Ma guarda che bontà:
c’è della coca cola
nel bicchiere che qualcuno
ha gettato nel cestino.
Ma guarda che strano
sembra morire di fame
davanti al suo Rolex
che non riesce a pagare.
Puoi fumare giapponese
dalle parti di porta romana.
Poco indietro per scoprire
la sorpresa della sottana.
Il sedici cambia percorso
ci salveremo col nove,
poco male, il cielo è terso,
eppure sembra che piove.
Nella strana luce marrone
c’è vita che trafigge
da ogni direzione.
Tieni queste poche lire
e levati dai coglioni.
Ho paura delle tue mani
e di queste luci marroni.
Si scende sottoterra,
c’è odore di ospedale
e grasso di motore.
La mozzarella cola come dolore
sul tanfo marcio di terrore.
Il prato è falso e mendace
ma a nessuno frega che sia
un misero plagio,
una colpevole bugia.
Ed è una meraviglia
e uno splendido orrore.
Anche le cose insensate
hanno un odore.
Ed è una meraviglia
e uno splendido orrore,
mentre i piedi sono a bagno
in un tino di amaro incolore.

 

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3 commenti:

  • simona bertocchi il 13/01/2008 19:51
    Il ritmo è fantastico, sembra un'onda gigantesca che cresce. Sarebbe un bel testo per una canzone.
    Piaciuta. Simona
  • Egon il 05/01/2008 04:13
    vedi che alla gente se gli metti in faccia la vera realtà
    Ma guarda che bontà:
    c’è della coca cola
    nel bicchiere che qualcuno
    ha gettato nel cestino.
    disprezza senza capire.
    questa poesia ha uno e mezzo,
    ma siamo fuori, cazzo almeno è una poesia
    piaciuta molto
    certamente non può piacere a chi fa il picnic sul prato di plastica

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