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Dove le tende scostano il sorriso

Ruberò la neve al pianto
dove le tende scostano il sorriso
liberandoci.

Da sempre siamo qui
con i sassi nelle suole delle scarpe
nascondendo fiori
in noi che non ci vediamo

eppure l’aquilone porta il vento
di ogni misera vita
e tu che non vuoi
oggi
scansare il tuoi capelli
nella luce di un tramonto
chiuso
dietro al mare

tu che sei nuvola
rugiada sulla soglia di una vela
dentro l’immagine di un tempo
vuoto
e senza punti

tu come acqua apparterrai
nel senso che ci dà una casa
come soldati che combattono al fronte
o vette che si guardano
mute
nel silenzio della notte

apparterrai
come la paura di farsi baciare
per poi perdersi in un prato
soli
o il profumo di una rosa di campagna.

Così io so che il nostro affacciarci
alle persiane di una stanza
toccando muri
e insieme lontananze
lentamente svolgerà l’esistenza

so che noi forse saremo
che come fumi all’orizzonte
o un vetro
toccheremo i due soli nello stesso istante
iato
di un giorno

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Antonio Tanelli il 30/08/2016 17:33
    Mi sono imbattuto per caso in questa poesia che, mi ha subito colpito, lasciandomi un non so che, di mistico e grandioso. bella!

2 commenti:

  • Anonimo il 26/02/2012 19:55
    mi è proprio piaciuta: è originale, è ''gridata'', è mistica, è quotidiana, è maledetta, è triste e gioiosa assieme, è universale eppure fatta di attimi personalissimi, di osservazioni che punteggiano il vissuto, è una sconfitta tutta fatta di vittorie, è unica. complimenti, davvero
  • oreste vallini il 08/06/2008 08:11
    bella scorrevole ed armoniosa. brava

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