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30 APRILE

È una sera di fine Aprile
e in un cielo limpido
brilla una luna splendida
che con la sua luce pallida
vezzeggia i miei pensieri
spogliando d’ombre i sentieri
di questa notte illogica…

Leggero come neve
sull’esile incanto
che trasfigura il reale
sazio d’assurdo mi abbandono
fondendomi ai palpiti
nel vuoto del mio stomaco

Mi ridesto tra i colori
di una maliarda primavera
e come un nobile ballerino
volteggio tra i riflessi
di una leggiadra illusione
mentre mi lascio trascinare
nel mare vellutato
di questa mia follia…

Nuoto lentamente
trattenendo il fiato
e la riva del mio delirio
è il palcoscenico di un teatro
dove posso recitare
nascondendo il mio volto
per non rischiare di sfibrare
queste mie fragili mura

 

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5 commenti:

  • Elisabetta Benedetti il 06/08/2010 23:13
    Questo è quello che io chiamo talento. Complimenti.
  • lupoalato maria cannavacciuolo il 06/05/2008 18:31
    mi piace molto la prima parte fatta di descrizioni... e mi perdo in sensazioni nella seconda
  • Anonimo il 20/01/2008 21:56
    L'ultima strofa è molto bella.
    Complimenti Alessandro, ciao.
    Angelica

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