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Di notte affacciato al mio terrazzo

Notte, materno grembo,
dove la convulsa vita
s'acquieta e dorme
e domina la pace ed il silenzio.

Dalla mia casa,
posta su in collina,
m'affaccio all'ora tarda
a rimirare la mia città,
il cui stanco respiro
quassù mi par di udire,
mentre la fioca luce dei lampioni
calda l'avvolge e ne protegge il sonno.

E sento il chiacchierio dei grilli
e i gufi chiamarsi dentro il bosco
e, respirando il buio,
l'essere mio di dolcezza s'empie,
di vera pace e gioia.

Poi altre luci lontane
mi soffermo a guardare,
nel cielo tempestato di brillanti,
che invisibile mano
sembra agitare,
per esaltarne tutto lo splendore.

Sovrana sta la luna ad aspettare
l'ultimo mio saluto
e quando, stanco,
cedo a Morfeo le membra,
di là dai vetri il suo sorriso appare.

 

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4 commenti:

  • do ca il 11/05/2009 22:02
    bella tutta, un invito su quella terrazza a vedere a sentire forse se stessi...
  • Ada FIRINO il 11/04/2008 09:23
    Mi ha riportato alla mia infanzia, l'allegro canto dei grilli, il verde dei prati, le pinete e tutto ciò che di bello ti può offire una notte immergerti nei suoi colori e profumi.
  • Maria Gioia Benacquista il 05/02/2008 21:34
    Un momento di beatitudine osservando il paesaggio notturno. La quiete avvolge e distende i sensi.
    Molto bella Ignazio.
    Un saluto,
    Maria G.

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