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ABBANDONO IL RICORDO

Torno sui miei passi
abbandono il ricordo
di te
che più non esisti.
Non più pensieri scomposti,
non più brucianti atomi di dolore
a straziare le mie carni!
Esco dalla tua stanza
calpestando passi di silenzio
e colgo nuove aurore.
Mi immergo nell'animo
e mi scopro.
e libera, senza sussulti, cammina
ora la mia mente.

 

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4 commenti:

  • Ada FIRINO il 05/08/2008 10:14
    Grazie Elena, sì, ho voltato veramente, definitivamente le spalle ad un'esperienza molto dolorosa, che ha riempito lunghi anni della mia esistenza. Ora la mia mente è davvero libera di volare verso nuove aurore. Certo.. coraggio, quello di soffrire ancora e determinazione... ma ce l'ho fatta. Un abbraccio di cuore.
  • Ada FIRINO il 12/04/2008 17:59
    Ricordo come "pensiero di te" che più non esisti. Grazie Ugo, per la tua chiarificazione e per il tuo gentile commento.
  • Ugo Mastrogiovanni il 12/04/2008 13:09
    Ada Ferino dimentica l’etimologia latina della parola RICORDO. Per i latini era “RE CORDIS”, che tradotto significa: NUOVAMENTE - DEL CUORE. In altre parole: ancora, di nuovo, fino ad ora, da sempre lì, immancabilmente presente nella memoria, nel cuore! È difficile alienare questa farfallina che scompare e ricompare. Ada fa ricorso ai suoi accorati versi, li usa come uno smacchiatore definitivo, ma non riesce che a rinvigorire le pur lontane immagini. Volutamente la Ferino non nomina il soggetto del suo dolore, ma questo le rafforza il pensiero e a noi, che possiamo comprendere il suo stato d’animo, lascia una breve, piacevole e echeggiante lirica.

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