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Potrò mai i tuoi occhi

Potrò mai i tuoi occhi
e i tuoi capelli
così lunghi e così corti
di non trovarli
fra i miei.

Credimi,
non è un modo di dire,
spietata parola,
che fugge dalla bocca
che fugge dalle mani
che si attorciglia su questo bicchiere morto.
In questo bere straniero
In questo colore di luci
Che ci allontanano dal resto

Guardami,
come se fossimo lontani,
come mancasse la gente
che ci stringe d’attorno,
ci frange corpo a corpo.
Come se il fumo, e il suo odore,
fosse nebbia dimenticata
sopra un fiume dal tempo.
Come se questa confusione
fosse il rumore di un fiume

Bagnati
le vene dei piedi.
Bagnati
le punta dei piedi.
Lava via
le vene dai piedi.
Lava via
il conto dei giorni.

 

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14 commenti:

  • valeria raffa il 18/10/2008 20:01
    mi piace... bella
  • Aedo il 09/03/2008 19:31
    Trovo la tua poesia molto bella: un amore intenso, che scava nel cuore dell'interiorità. Bravo!!!!

    Ignazio
  • lupoalato maria cannavacciuolo il 28/02/2008 16:53
    La prima parte mi piace sono le ultime che non riesco tanto a capire!
  • Ugo Mastrogiovanni il 06/02/2008 14:23
    Aspirazioni, preghiere, sentimenti tangibili; il poeta esprime tutto se stesso facendo uso dei suoi codici sonori e grafici, una somma che fa di questi versi una vera poesia.
  • Gabriella Salvatore il 04/02/2008 14:16
    mi piace come usi le parole, come le intrecci tra di loro e ne fai uscire cose così. Molto bravo

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