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Cui prodest?

Son spruzzate di neve le strade del Borgo,
che pare animato da anime morte,
ogni movenza è rallentata,
come se ogni persona che passa di tutte le pene del mondo fosse carca.
Volti scavati ed esangui mi osservano con riprovazione,
come se io fossi cagione del loro patire.
I tratti dei visi mi son familiari, se aguzzo la vista
riconosco ad una ad una quelle figure angosciate.
Il gruppo più prossimo si compone dei miei Parenti più stretti,
un poco discosto un capannello di miei Amici più cari,
non molto lontano Colleghi e Conoscenti.
Il loro penare è così forte che in essi nulla di umano rimane,
ora hanno sembianze di alberi storti,
nodosi tronchi di legno con miseri rami ormai orbi di foglie,
che puntano supplici verso un cielo di piombo.
Quale può essere la ragione di tale tormento?
Perché i loro sguardi convergono in un unico punto?
Perché sono io quell'unico punto?
Eppure sono giorni che rifuggo il succo che inebria,
sono giorni che soffro per Loro,
è per compiacerli che mi privo di un goccio di sangue divino.
Orsù gioite! Godete del mio sacrificio!
Per amor vostro mi son vietato l'entrare in bettole
olezzanti di legno ben stagionato!
Mentre ragiono in tale maniera mi monta una collera cieca,
che dunque il mio martirio sia vano?
Per quale motivo prolungare un'astinenza così dura?
Ora basta!
I giorni son molti, e ne avanza se questo è il risultato.
Con passo deciso dirigo verso un'Insegna che stranamente mi appare più viva,
in stridente contrasto col grigio che ovunque tutto sovrasta ed opprime.
Nuove energie, nuova linfa, un'eccitazione profonda,
mi fan quasi volare verso l'Insegna che mi calamita coi suoi rutilanti bagliori.
Ma un misero essere con passo pesante si muove,
con infinita lentezza si frappone tra me e la mia Meta,
mi guarda con occhi arrossati e spenti,
giacché tutte le lacrime sono state versate,
le parole scivolano via dalla bocca,
poiché manca la forza per pronunciarle:
"A nome di Tutti ti chiedo un favore,
Non fare più Nulla per noi!!!!"
Com'era venuto torna al suo posto, riprende sembianze di fiore avvizzito.
Una scarica elettrica spezza il mio volo, mi fermo a ragionare,
ho la forza per farlo, son giorni che non dissolvo cellule grigie.

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