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NEL FONDALE PIU’ REMOTO

Dita di vento
cullano sillabe di poesia
sul ciglio del nulla
di questa sera.

Nel tanto atteso silenzio
precipitano i pensieri,
prillando su cardini d’estasi
giù nel vuoto.

Scorrono come fiumi,
sfumano in cirri di vapore,
si sollevano dal tempo
lontani dallo scandire esatto delle ore.

Non indugio.
Devo fuggire,
scivolare nell’immensità
al di là della pelle,
immergermi nell’abisso dell’oblio.

La luce m’insegue,
ma io m’immergo nel fondale più remoto.

 

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