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Ritorno

Arrampicarsi sugli specchi, tutti lo sanno, è esercizio stolto e vano,
unico pregio, minimo dispendio di energie,
sì non mi stanco, però rimango in fondo.
Ma io voglio guadagnar l'uscita, ché il pozzo comincia a starmi stretto.
Sotto i piedi vedo il luccichio di bagliori strani,
luci malate,
che sembrano scaturire da vuote orbite infette.
Nelle strade la gente mi attraversa come s'io fossi fumo,
come se non avessi densità di corpo.
Sto perdendo consistenza, si sta chiudendo il pozzo.
Lugubri ululati di sirena, cupi rintocchi di campane a morto,
fanno scattare in me l'allarme rosso,
fuggo dalla stanza dalle pareti a specchio,
poi mi ritrovo in un budello nero,
verticali pareti di maleodorante fango, intreccio di radici e taglienti selci,
sarà una fatica immane, ne uscirò stremato.
Ma raggiunta che avrò la Luce riassumerò dimensione umana,
potrò gridare ai quattro venti, potrò urlarlo forte:

"Sono tornato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!"

 

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4 commenti:

  • Anonimo il 17/04/2009 00:27
    bella e veritiera. Per pochi.
  • celeste il 13/02/2008 18:23
    bello soprattutto il finale

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