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dalle dita

Certo il salto da lassù
deve esser stato arduo..
neanche mi hai avvertito..
avrei potuto mettere una camicia più bianca,
candida.
Anche se i segnali,
ad onor del vero, c'eran stati.
Come quella volta,
era un martedì ascensionale mi pare,
che ti beccai a sfogliar margherite nere dicendo
"mi butto o non mi butto?".
Sai come son fatto..
indolente, superficiale
anche difronte all'ovvio.
Chissà se hai pensato di star volando

Si, ecco, questo hai immaginato!
Librare finalmente libera,
nell'aire inquinata e fatale.
Ma perchè?
L'atto non era richiesto,
tanto meno indispensabile.

Dai,
lasciatelo dire amica mia venusiana,
hai voluto attrarre attenzione,
a volte è l'unico modo.

Il gesto è malsano, inequivocabile

Non so, sei tracciata appena

Dai,
ti tolgo le foglie dalle dita.

 

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1 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 02/07/2016 10:38
    Andabile ma non troppo.

14 commenti:

  • max22 - il 02/10/2009 20:28
    Cate ti ringrazio, la tua analisi la condivido, purtroppo per alcune persone è una stada senza uscita. Come ho scritto nel precedente commento, spero davvero si riesca a trovare un modo per non arrivare a questo, anche se tutto può sembrar crollare... lo spero davvero. Grazie di cuore.
  • max22 - il 02/10/2009 20:20
    Margherita mi auguro ci sia sempre una via d'uscita... son passati anni ma ci ripenso ancora, ho incontrato questa ragazza in ascensore, la mattina stessa... sembrava un animaletto in trappola... spero davvero ci possa sempre esser una via d'uscita.
    max
  • Anonimo il 06/04/2009 21:46
    A volte si pensa di compiere questo disperato gesto per attrarre l'attenzione di chi secondo noi non ci ascolta... a volte lo si fa per eliminare il dolore fisico che ci assilla corpo e mente... Credo che quando si decide di mettere in atto un'azione del genere si è lucidi e consapevoli di quello che si sta facendo e conviti al 100% che quella sia l'unica soluzione giusta x cancellare il problema ci fa soffrire.
    È una poesia molto molto bella... bravo davvero.
  • max22 - il 25/02/2008 19:35
    Igazio... grazie, ho cercato di calarmi in quei panni, spero di esserci riuscito. Grazie per il tuo commento.
  • max22 - il 25/02/2008 19:33
    Adelaide.. quando accadono queste cose, quando qualcuno fa queste scelte estreme, dalle quali non si può tornare indietro.. ecco non si può non sentirsi smuovere dentro., grazie per la cortese visita.
  • Aedo il 22/02/2008 21:25
    Una poesia bellissima, che lascia senza parole: riesci a rendere la tragedia di un suicidio con versi toccanti ed espressioni, che ci fanno entrare delicatamente nell'anima di chi ha voluto realizzare una fuga verso l'impossibile. Bravissimo!!!!!
    Ignazio
  • max22 - il 20/02/2008 13:10
    Zzucca rata.. non è commozione la mia, ma uno stupirsi stupidente: per questo parlo di "atto non dovuto", con fare notarile, asettico. Difronte a tal tragedie, a volte, si reagisce così, rifugiandosi nel non capire. Grazie del passaggio
  • max22 - il 20/02/2008 13:05
    Marilena.. si, è questo che ho tentato di dire. La descrizione (la più tenue possibile!) Del punto di vista di chi "rimane". Grazie marilena
  • max22 - il 20/02/2008 11:51
    Laura.. togliersi la vita è un atto estremo, definitivo. Ciò in qualche modo inficia la vita vita vissuta, questa si, diventa indefinita perché negandola la si rende vana. Ma "noi" che restiamo giudichiamo questo gesto incomprensibile ma lo rivestiamo di dolce (?), incauta, consapevolezza. E ne accudiamo il ricordo: per questo l'immagine simbolica, volutamente infantile di "togliere le foglie dalle dita", quasi come dire, ohimè tardivamente, dai son qui, ci sono... grazie Laura
  • laura cuppone il 19/02/2008 23:19
    ... Questo "salto" sa tanto di inciampo, più che altro...
    "l'atto non era richiesto, tantomeno indispensabile"... sembra quasi cinica... o é solo amaramente ironica...
    .. o forse non l'ho proprio capita...
    ciao Laura

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