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Girasoli, spazzino e l'uomo nero

Da bambino
Appena chiudevo gli occhi
Avevo visioni
prati di margherite in fiore

Petali crescenti colori cangianti
improvvisamente
giganteschi girasoli
l’ansia cresceva nel respiro corto

terrificante
un ingranaggio mostruoso
Con ruote e denti
voleva distruggermi

occhi in pianto
paura d’addormentarsi

avevo un desiderio
fare lo spazzino
Da grande

Quando
Per spaventarmi
Mi dicevano

Guarda se continui
Viene l’uomo nero
A portarti via

Rispondevo
Sicuro di me
Tanto è mio amico

Oggi so
Di prati in fiori splendenti
In cui le margherite si rincorrono
Le une con le altre felici
Ed un vento celeste
Le insegue scherzoso
Con ali da sogno

Oggi so
Pulirò le fondamenta della casa
Con una scopa di luce

Oggi
Sarai ancora mio amico
Invisibile uomo nero
dovrò combattere con te
contro me stesso?

 

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7 commenti:

  • Anonimo il 07/11/2008 11:44

    n
  • Vincenzo Capitanucci il 02/03/2008 08:34
    Grazie a tutti.. Dario... non farmi prendere pietre come Zaratustra... niente fan... non fare questo sbaglio... il sublime poeta è in tutti noi... basta svegliarlo... metterci umilmente in ascolto... e credi in te stesso... ho letto il tuo racconto... e ti assicuro che sei molto vicino.. al grande Poeta..

    Con affetto a tutti
    Vincenzo
  • Gabriella Salvatore il 27/02/2008 10:30
    l'uomo nero non fa più paura, ma tu già non ne avevi, l'avevi capito che non bisognava temerlo.. si ha paura di ciò che non si conosce.. non si teme un amico... molto bella Vincenzo

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