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Il Pittore

Mi ricordo che fino a un lustro fa
Sovente ero chino
ad imprimere capolavori sulla tela
Di contesse e duchesse ben vestite
Con le cosce avvolte nella seta
Nella mia bocca il pennello custodito
Lo sfoderavo e lo usavo
Non servivano i colori
Le tele ne erano già impregnate
E spennellando qua e là
Cominciavano a prender forma
Le più sgargianti espressioni sui loro volti

A qualcuna un po’ di rosa sulle gote
Mentre un'altra rosso sangue sulle labbra
C’era una che mentre dipingevo
mi teneva sulla testa la sua mano
Ce ne era una quasi dimenticavo
amava posare mentre era in piedi
Col risultato che quando finivo
Le sue gambe dalla gioia cedevan ed io la sorreggevo

Ho sempre amato dipingere anche per ore
Io, timido artista
di queste signore son stato la gioia
con il lato o con la punta del pennello
fino a inzupparmi la bocca di colore.

 

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7 commenti:

  • STEFANO ROSSI il 12/12/2011 10:31
    Molte bella questa tua poesia! e si... belli anche i doppi sensi non c'è che dire stanno davvero a pennello complimenti.
  • Luca Improta il 12/12/2011 06:41
    Bella e i doppi sensi ci stanno a pennello
  • Claudio Amicucci il 14/02/2009 17:03
    Piena di doppi sensi ma scorrevole alla lettura. Ciao Caudio
  • Donato Delfin8 il 19/01/2009 02:44
    Mi piace!
    Poi la possibilita' di leggerla con i doppi sensi la rende più passionale che filosofica.
    grazie a presto
  • Emanuele Perrone il 21/09/2008 23:27
    aahhaah bella...
  • laura cuppone il 29/02/2008 06:30
    furbetto...
    carina la poesia...
    bravo!
    ciao Laura
  • Anonimo il 28/02/2008 23:30
    Interessante questo parlare...
    Far parlare un pittore,
    Carina
    Ciao
    Angelica

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