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Terra... Madre..

Scogli aguzzi sorgean dal mare,
la tempesta flagellava le bianche schiere
con rabbia immane nella devastante impotenza,
nulla potea contro si forte granito, proteso al cielo,
rocce possenti immobili.

Nel baglior delle saette sembravan mani enormi
or giunte per elemosinar un po di calma, or protese come voler carpire l'Immenso nella sua vastità, dita tese
ad indicar che nulla potea fermar lo scempio
di quell'onde a frantumarsi.

Ma lo scandir del tempo mise fine
ai marosi deturpanti le coste misere,
non pianti non urla di dolore
ma grande rispetto per un grande
padre che a modo suo ribellar si vuole.

Destati uomo, questo suol che tu calpesti
senza ritegno alcuno non di proprietà alcuna è servo,
d'uomini diversi e ricchi nel pensier del dono fu fatto,
terra dei tuoi figli sarà, se l'ami ti amerà
ed un posto per te ancor ci sarà.

Alzati uomo, del liquido ribollir abbi timore,
tutt'intorno rispetto vuole, le acque vivono
per te, vivono di te, non veleni ne rottami
infondi in questo o altrui loco, vivi col pensier
che di terra e mare non abbiam si copia.

Un soffio di vento e nulla più siamo,
se alfin lei si ribella, per noi nulla potrà
e verrà in soccorso, piccoli siamo
al suo confronto, amiamo ogni fior
che sboccia, ogni vita che sorge.

Ancora per poco credo pazienza avrà
Madre Terra sta perdendo le sue forze,
siamo ancor in tempo per non  veder consumarsi
un si bel pianeta, il nostro paradiso or più che mai
rischia l'inferno, ascoltiamolo ci sta chiedendo... Aiuto!

 

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2 commenti:

  • IGNAZIO AMICO il 24/02/2009 00:01
    Poesia di rara forza, ricca di efficaci immagini. Condivido pienamente il contenuto e plaudo all'autore.
  • Alessio Cosso il 28/03/2008 14:09
    ... molte letture e pochi, nessun commento fino ad ora...

    poesia difficile, difficile da leggere e poco aiutata da qualche rima alternata, difficile da capire a causa del linguaggio non proprio d'uso comune; solo la strofa finale spiega qualcosa... molto onirica direi, anche se il messaggio ecologistico passa..

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