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Luce nelle Tenebre a Orazio e Daniela Serra

Quello che libero in me
Diventa libero nel mondo

Fin dove dovrò scendere
Sotto la suola delle mie scarpe
Nell’oltretomba infernale

No.. non cerco te Euridice
Tu sei già con me

Non cerco neanche te Core
Figlia di Demetra
di Madre Natura

Rapita e sposa
Da Ade la gigantesca forza
Che si oppone alla vita
Da cui nasce la morte

Dall’odio della Madre
Appagata
In un compromesso da sei mesi
Olimpici

Nacque cosi il concetto lo brutto
dell’inferno terrestre e del paradiso celeste
Che ci uccide ogni giorni più


“Mi son rotto i marroni”
disse in un profondo dicembre
Il mio amico e poeta Orazio

Qualcosa di più profondo si cela
Nel tuo cuore Plutonico
Divorato dal tempo

Una mancanza d’amore paterno
Diventato bisogno divoratore

Di stratosferica materia creata

Mangerò il settimo seme
Di melograno

tutta quella luce
io te l’ offrirò
In fiaccola umana

 

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