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La scarpa

Ondeggiando come un marinaio in coperta durante il fortunale,
vagavo senza meta, unico bagaglio la Morte.
Accanto ad un cassonetto dei rifiuti,
un vecchio dal volto incartapecorito,
troppo sole, troppo gelo,
un fitto reticolo di rughe intorno agli occhi,
tizzoni ardenti,
unico particolare che lo distinguesse dall'immondizia in cui rovistava.
Mi soffermai ad osservarlo
e l'ascoltai parlare ad una scarpa che aveva raccattato:

"Ottima, sei quasi nuova,
il tacco è in buono stato,
neppure un buco nella suola,
sei anche della mia misura,
ma sei inutile, sei sola, come me!"

A quelle parole crude scappai sconvolto,
e trovai il coraggio di gridare
Aiuto!!!!!!!

 

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3 commenti:

  • giuliano paolini il 13/03/2008 15:00
    oh oh davvero difficile la sorte dell'animale uomo sempre costretto a misurarsi con quantita' di materiale e variabili infinite e' il limite e la grandezza dell'essere un bello schiaffo comunque ogni tanto serve per ricomionciare a vagare nell'immenso buon proseguimento giuliano
  • Rita P il 12/03/2008 21:53
    Bellissima... Hai descritto una realtà sconosciuta a chi con facilità non guarda il prossimo.

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