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PER UN OMAGGIO AL SACERDOTE

Lo guardo.
Penso alla profondità del concetto di coerenza: così difficile da mantenere...
Penso alla responsabilità che il suo ruolo ricopre: inesauribile fonte di gioie e dispiaceri.
Penso alle sue parole: taglienti come lame d’acciaio.
Lui osserva le sue pecore con l’occhio del padrone attento ma la sua testa è sperduta su qualche lontana catena montuosa, ed il cuore, se c’è, è ammaccato.
Lui percepisce l’inaffidabilità del suo operato, la sua trascuratezza di fondo, il suo eterno inconcludente sognare.
Lui costruisce idee con la stessa intensità con cui distrugge i cammini già avviati.
Non ha capito l’escatologia di PaoloVI quando diceva che si sarebbe entrati in un’epoca in cui necessitavano non maestri bensì testimoni.
Ha male interpretato i propositi di salvezza propinati dal Concilio.
Ha lavato le sue mani alla fonte della secolarizzazione.
La sua donna lo ha pungolato con lo stimolo della rassegnazione.
Il suo orgoglio lo ha ridotto a polvere del deserto.
Le sue omelie hanno il sapore dell’apparenza.
Quel povero bussa alla sua porta ma è sempre troppo tardi.
Quel giovane cerca la sua disponibilità ma non è il momento giusto.
Quella ferita scavata dagli anni l’ha evitata perché estranea.
Una croce senza legno, un’ostia senza lingua, una Novella senza spiegazione.
Lo guardo.
Se la Chiesa sta morendo lo deve innanzitutto al prete.

 

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6 commenti:

  • Rosarita De Martino il 19/12/2012 19:27
    Mi unisco di cuore alla tua sofferenza per questa controtestimonianza e mi vergogno un poco perchè io ho la grazia di condividere il cammino di fede del nostro sacerdote insieme ai fratelli della comunità. Tuttavia voglio ricordarti che tutti noi laici siamo chiesa, perchè battezzati, e proprio noi siamo il popolo di Dio in cammino. La mia preghiera, unita alla tua, possa sostenerti in questa tua amara esperienza. Ti saluto fraternamente. Rosarita
  • Carla Composto il 09/09/2011 21:46
    la chiesa è fatta di uomini ci sono uomini timorati di Dio missionari che danno la vita per il prossimo e uomini che non degni di essere chiamati tali... ma come dice Ugo la Chiesa è la casa voluta da Dio... comunque complimenti Daniele per lo scritto...
  • Ugo Mastrogiovanni il 04/05/2008 16:15
    Ho letto con molta attenzione e apprezzato. Mi astengo da commenti che non sono in grado di dare. Mi permetto solamente di dire la mia personale opinione: la Chiesa è un’istituzione voluta da Dio e, nonostante tutto, credo non potrà mai morire.
  • Marta Niero il 13/04/2008 18:11
    i veri preti sono i missionari o chi si adopera veramente per aiutare con sacrificio chi ha bisogno.. gli altri sono uomini con un mestiere diverso.. "fate quel che dico, ma non fate quel che faccio" il loro motto. io ho un mio personale modo di credere e di vivere la parte religiosa di me.. se vado a messa non è mai di domenica, dove la gente parata a festa va più per una sfilata che per omaggio a Dio. ogni posto, luogo o tempo è adatto a pregare, non servono sfarzo d'oro e lucentezze. un vero prete deve essere una guida, un sostegno.. ma sono rari..
    con simpatia
    M
  • Vincenzo Capitanucci il 02/04/2008 09:37
    Se la chiesa sta morendo lo deve soltanto a se stessa... alcuni preti sono ottimi...è la scuola dove sono formati.. ed i maestri che sono pessimi... d'altronde da più di mille anni hanno il secolo.. il potere terreno.. abbandonando lo spirituale... maestri.. testimoni-attori... manca l'azione... come il Dalai Lama che non è prima con il suo popolo.. come il Papa... che chiede tolleranza dalla sua finestra... miseria.. miseria.. non c'è la potenza dell'amore... e siamo dei cazzoni anche noi... scusa parlavo per me..

    Veramente... complimenti
    v
  • celeste il 14/03/2008 22:27
    Sto sfigato, non avrà l'onore degli altari come qualche puttaniere, ladro
    o pedofilo. Amen (preferisco il papa assassinato, l'unico vero santo) della serie "le stigmate fattele da te" alla basilica ci pensiamo noi.

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