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Il Marziano di Venere a Isidore Ducasse

Svegliati l’Ermafrodite sveglia
Alzati

Quanti giorni quasi anni
Sono passati in silenzio

tanto tempo Ti ho lasciato beato
Vegliando il tuo Sogno tranquillo

Passavo
a piedi nudi privo di paura

d'un leggero rumore

non volevo svegliarti dal tuo dolce dormire

in questo mondo avresti sofferto troppo
dove avresti trovato un compagno o una compagna
con cui condividere il tuo segreto
il tuo mal d’amore

chi avrebbe capito chi t’ avrebbe amato

Adesso sveglia dai
splende su di te il sorriso

un arcobaleno
di sole e di luna congiunti

Dai il nostro mondo è cambiato
Potrai essere nella tua essenza più profonda
Uomo e donna

Le donne si sono tramutate in uomini
Pur rimanendo donne

Gli uomini in donne
Restando uomini

Potrai condividere con loro il tuo segreto
Potrai amare ed essere amato
Senza alterare la tua natura

Non sarai più solo

Coraggio l’ermafrodite alzati
Marte e Venere Splendono

Scorrono in Te

nella radiosa Luce

di un nuovo Sole

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 05/04/2008 13:21
    Un bellissimo viaggio in terre non ancora esplorate, ma che comunque parlano di equilibri ritrovati dopo essere stati cercati a lungo.
    Questi tuoi versi sono pieni di speranza, di incitamento a non arrendersi mai... a non fermarsi mai e di riempire il cammino d'Amore in tutte le sue possibili manifestazioni. Mi trovo bene tra questi tuoi versi di uomini e donne, illuminati di nuova luce del Sole universale che non smetterà mai di nutrirci qualsiasi cosa noi decideremo di fare o di non fare.

    Sei unico, caro fratello

    ti ringrazio per ogni pensiero che ci doni, instancabile nomade.

    n
  • Ugo Mastrogiovanni il 03/04/2008 14:41
    Versi dalla cadenza di un accorato discorso.

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