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Tutto è stato fatto

Ho conservato le pagine
d’un vecchio sussidiario
era ai miei occhi acerbi
la fonte del futuro

Era l’isola che non c’è,
l’alba che annuncia
l’ansia di percorrere
una vaga intuizione dell’amore

Ho venduto ogni cosa
per arrivare fino al litorale
- affondando il viso nella sabbia -
e vincere d’immenso la vertigine

L’isola dei silenzi illimitati
degrada a picco dentro il mare
fra odori sconosciuti e refoli
d’un vento teso e lontano

La crosta di sale e gli occhi di donna
appartengono ai miei giorni migliori
quando conobbi strade e sentieri
di sassi affilati come il dolore umano

Io non ricordo i dettagli delle cose
- gli errori fatti e i tradimenti -
le alterne vicende della vita
Io non ricordo più i particolari

Oggi che il sole muore all’orizzonte
estraneo a me e a tutto ciò che so
m’appare chiaro solo il declinare
e il fiato che a fatica l’accompagna

Ora che tutto è stato fatto io resto qui ad aspettare.

 

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5 commenti:

  • maria teresa di donato il 05/04/2008 14:18
    bella e profonda. mi è piaciuta molto!
  • Antonio Pani il 05/04/2008 10:03
    Una splendida riflessione. Un momento, un'emozione, una "istantanea" di vita descritta in modo intenso e profondo. Molto bella, bellissime le immagini, i profumi. Bravo, complimenti. A rileggersi, ciao.
  • Tony Kospan il 05/04/2008 03:07
    Bellissima... La pervade un senso di abbandono ad un passato vivo ma ormai avvolto nelle nebbie... e di attesa.. che certo sarà premiata. Complimenti... per la rara... profondità...
  • TIZIANA GAY il 04/04/2008 10:11
    No! non aspettare hai un bellissimo orizzonte che ti guarda e ti invade di colori e energia.

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