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LA GIOSTRA DELL’ASSASSINO

Magari finissero i baci
Finisse questa tortura
Sdraiato sul letto di chi sa chi
Rivivo giorni perduti nel dubbio
E tornati dai regni senza sole e colore
Per ridermi in faccia.
Ero giovane e sfrontato
Quando uccisi il primo uomo
Non conoscevo ancora il sapore delle donne.
Al cemento ho cantato le vite
Che ho sepolto.
È stato il mio cantore
E il mio confidente.
Di occhi da preda
Ha cantato
Ora è solo lo strozzino del mio cuore.
Ho regalato al fiume tante storie
Tanti amici
Nessuno mai mi ha ringraziato
O colto una rosa per me.
Ora
Sdraiato sul letto di chi sa chi
Parlo ai fantasmi.

Non sono qui per tormentarmi.
Non sono arrabbiati.
Non mi odiano.
Non ce l’hanno con me.
Ma solo di me si ricordano,
come se, uccidendoli, gli ho fatto da madre
in un parto al contrario.
Mi abbracciano
Ridono
Piangono
O guardano la tv
Qualcuno prova a dimenticare di essere morto
Qualcuno mi bacia.

 

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