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Quattro canzonette per un pubblico che non c'è: IV

Ora che il tuo corpo è steso
i tuoi occhi chiusi
il tuo respiro pesante
stringi le mie mani
con le residue forze.

La corda pizzicata della chitarra
è una lacerazione violenta
e continua oltre il balcone
dove lo sguardo si posa
nei tramontanti campi di maggio.

 

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3 commenti:

  • Anna G. Mormina il 12/04/2008 20:53
    ... poesia dolce e quella chitarra... no, non ci sta per niente male, pensa di fare il suo dovere, è il suo dono a due innamorati...
    ... bella!
  • Maria Gioia Benacquista il 10/04/2008 08:55
    Immagini molto descrittive. Si sente il respiro... si sentono le note della chitarra... percepisco anche un forte contrasto vita-morte.
    Molto bravo, poesia molto bella.
    Maria G.

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