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Il ruggito del coniglio (il politoco italiano)

Tuoni annunciati da fulmini
altri, son ciechi e ridondanti;
le tempeste, il sudore di Dio,
insulsi presagi, moniti falsi.

La superbia, una grandine,
sul velo dell'amor proprio,
ridicole piccosità comvulse
figlie di frustrazioni fosche.

Emerge il bisbetico e fatuo,
fluttua spavaldo, arrogante
striscia dentro questo turbinio
per poi scomparire nel nulla.

Riappare un fascio di luce
sul volto di menti, a morte ferite;
ampie lingue di fuoco rovente
avvolgono forti malignità.

Ruggisce il coniglio,
finisce per belare il leone,
si odono le fusa della tigre,
la pecora sbrana il melonso.

 

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2 commenti:

  • cesare righi il 10/03/2009 14:41
    Vero Silvano, bravo... non ti avevo ancora letto. ho visto il tuo commento sul mio "primo" ayku e sono venuto a leggerti. Ciao alla prossima
  • augusto villa il 08/09/2008 16:27
    ... eh sì!...è proprio così... Complimenti Silvano!!!... ben scritta!.. Ciao!

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