Covi
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I tetti ricoprono universi.
Soffiando in camini,
sbuffi di feritoie liberano
vapori.
Di fumo, parole.. ed ire.
Fucina di braci, liti di carbone,
che tinge e che imbratta.
<incolpevole, d'altra combustione.
I focolai d'umano, ardono vite.
E fissano giorni, più indelebili
di dagherrotipi.
Ognuno di essi, riempie un fotogramma,
e trasuda livido di lemma.
Girati in microfilm,
su pellicole mai proiettate.
Cast ambiguo, di regista mancato.
Su sceneggiatura, vergata
in maniera oscura.
Le spugne di mura,
sanno archiviare.
Sono testi attendibili.
In processi dove
gelano in mattoni,
dalla malta greve.
Assumendo le ombre
di vite snodate,
in percorsi similari
ad arresti domiciliari.
Dove sentenza,
senza giuria,
denuncia sommaria,
ratifica muto verdetto.
Che ordina e confina,
in strane prigioni,
ingentilite nel falso
arabesco di veroni.
Graziose di tendine,
adatto fondale
di allegri gerani
e rosseggiare.
Allietate feline e riposanti
da un gatto,
insospettato gabbio,
in fiaba illustrate,
da quattro pareti
e un tetto.