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M'infosso in un buco e saldo alla terra resisto ad una persuasione artificiale
un imponente incedere di metallo e plexiglass
un violento innesto di microchip
un futuro freddo e calcolato nei dettagli
degno d'un asimov malvagio
un tapirulant dell'areoporto che scorre sotto i nostri piedi
ci porta verso un'aereo da prendere per forza
è un uomo sorridente che stringe la mia mano e dice
fidati, la mia droga è la migliore.
un sorso di veleno ormai nello stomaco

vomito e disegno col sangue realtà di terrore
Urla mp3 rimbombano per l' I-city
e le persone sono chiazze rossastre impastate con lo sfondo
sono isole di musica scelta
caratteri d'abiti decisi
mentalità da telefilm
che il loro sangue serva d'avvertimento
prima che la natura
si sopprima.

 

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4 commenti:

  • le fabbriche dismesse il 17/04/2008 19:01
    Molto futuristica nel linguaggio... tristemente attuale nel contenuto... bella
  • laura cuppone il 17/04/2008 18:28
    ... molto apprezzata questa critica intelligente e senza scampo... che recide come bisturi e si ferma... pazzo nella pazzia... ad osservare la solitudine e il compiacimento dell'indifferenza... che ammala prima se stessi... e crea una sorta di fossao cieco e profondo... attorno al cuore...
    piaciuta!!!!!
    sei molto bravo nel tuo stile e nelle tue riflessioni..
    ciao Laura

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