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Luoghi di pena

Bocche scomposte semiaperte
occhi grandi luccicanti
sui volti scavati
gesti nell’aria, sorrrisi malati, esitanti

Nelle buie stanze del pomeriggio
si respira a fatica

Soli e stremati
i nostri vecchi
si guardano, ci guardano e non
capiscono.

 

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5 commenti:

  • Salvatore Mercogliano il 22/03/2010 13:58
    Bella e profonda poesia, oggetti e immagini molto singolari, descrizione di una scena in un momento di sguardo non corrisposto a causa della nuova generazione non compresa dalla precedente, comprensibile.
  • Anonimo il 03/03/2009 20:37
    un po' triste il luogo però moderna nella composizione, pare leggere un racconto di Moravia.
  • laura cuppone il 17/04/2008 18:59
    .. i sassi che restano... in fondo al secchio...
    chi li vive con l'eredità di sangue... con nuovi fiori a cui insegnare a profumare...
    chi invece solo..
    li vive e li tira nello stagno a fatica...
    o inconsapevolmente...
    che strazio
    che pena...
    che tristezza...
    che spreco...
    bellissima riflessione..
    profonda poesia.
    ciao Laura

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