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Lazzaro

Marta e Maria colpite siete da straziante dolore:
Lazzaro vostro fratello,
già non è più tra i vivi:
ed ecco il lamento si smorza, tace.
Improvviso grido di attesa,
di meraviglia lo ricopre.
Vi sorprende ancora la sua voce nota:
il Maestro è arrivato,
ma già la morte nera
a voi nemica, ha trionfato.
Nella musica del silenzio
la sua voce imperiosa
comanda: "Lazzaro vieni fuori!".
sconfitta morte, vittoriosa vita...
Lazzaro si risveglia:
traballa incerto,
si muove, ora avanza
fra attonita folla amica,
stupore immenso,
brivido di fede.
... Ed io, ancora oggi,
MURATA sono nel sepolcro
delle mie attese vane,
ingrovigliata in amare sconfitte
di perché senza risposta
e vento di angoscia mi percuote,
mi avvolge tetro.
Ma ecco, nuovo miracolo,
compiuto da altrui fede,
mi porta a guarigione attesa:
"Rosarita, vieni fuori!..
Ascolto:
raggio di luce squarcia brume di paure.
Una mano si allunga amica
sfiora la mia.
Mi risveglio, mi scuote,
risento una voce, la Tua?
Riso sul volto e musica nel cuore.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Paolo Villani il 30/05/2016 17:29
    Molto bella, è un salmo felicemente Ispirato.

2 commenti:

  • Aniello Nello De Vivo il 19/09/2007 01:51
    il mio commento arriva un po' in ritardo, ma volevo complimentarmi con le tue capacità immaginative. troppo spesso si crede che la poesia è solo espressione empirica.
  • Riccardo Brumana il 11/04/2007 22:08
    personalmente vedo nei miracoli di Gesù più che una mera cronaca di fatti, delle metafore degli insegnamenti di come possiamo far germogliare e crescere il nostro Spirito.

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