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Angoscia

Angoscia
Una corda spezzata per sempre
Fulmini tuonano
Dentro l’anima
E supplichi
Di non ricordare…

Gesti
E parole
E sguardi
Incantati meccanismi
Nel cosi troppo facile tutto
Il tutto sembrava

Ma e’notte:
Il buio suo
Dentro me
A dilagare

Dirompente silenzio
Di solitudine
E paura

Strappi laceranti
Dell’ignoto senso
Del puoi
Di domani
E dei perche’
Che chiedo ora…

Ditelo voi
Stelline…

Che è la notte
A far tremar le labbra

Che è la luna:
Si dipinge impallidendo
Sulle guance
Un terrore che non c’’e’…

Che vedro’domani
Sprofondare sotto l’alba
Le ceneri di una notte
Sbagliata.

 

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6 commenti:

  • Giuseppe Cristofaro il 06/05/2009 15:11
    ottimo lavoro, complimenti
  • Anonimo il 21/03/2009 11:47
    La lacerazione interiore è la stessa che traspare dai versi, lacerati, 'sconnessi', in senso buono.
  • francesca morosi il 10/05/2008 20:44
    grazie ragazzi, ma il peggio e' passato per fortuna. questa poesia la scrissi in data febbraio 1991, dopo aver lasciato il mio ragazzo per motivi davvero inspiegabili.. rileggerla adesso mi solleva lo spirito FX

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