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Follia cosciente

Un filo sottile
Scorrendo tenne l’anima in bilico
Fragile
Banale
Arruffato
Stirandosi legaccio divenne

Giurai la verita’
E poi tutto il contrario
Sputando ogni avverbio sulla lingua

Gli affanni perdonati
dell’anima ribelle
e l’acqua tutto intorno intorbidiva

Saliva e pianto sulla pelle
Cosi da non sentir dolore

Cari quei segni ancor mi sono
Il tempo tuo li lecca
E tu ci soffi sopra

Caro quel pianto...
La pazzia di chi nasce piangendo
È la vita

E dal pianto rinasci cento e mille volte
Senza saper la fine...

Morte è gia’ follia piu’ sana
Pur se spavento incute in chi la chiama

Scuotila!
Per una volta almeno: cos’e’ mai?
È peggio la mania di una finzione

Quella di chi savio dev’essere per forza
Soltanto per paura dell’anormalita’

 

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10 commenti:

  • Andrea Rigoni il 06/07/2009 14:04
    complimenti
  • Anonimo il 12/05/2008 16:02
    e dal pianto rinasci cento e mille volte
    senza sapere la fine...
    che bella!
    tutta bella!
    quante immagini rucche di suggestione! brava!!!
  • francesca morosi il 12/05/2008 15:03
    Certamente... sono commossa di trovare qualcuno che condivida cosi profondamente i miei travagli introspettivi!!

    Dedicata A Giacomo con sincera e infinita ammirazione. Ti prego: continua a farmi piangere... Francesca
  • Anonimo il 12/05/2008 14:43
    devo leggerla con calma... bella...
  • Anonimo il 12/05/2008 09:58
    bella
  • Cinzia Gargiulo il 12/05/2008 08:44
    Chi può definire cosa sia la "normalità"?...
    Bella introspezione.
    Un abbraccio...

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