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Requiem.

Kyrie eleison!
Falci d'immense distese,
cupi labirinti.
La coscienza marcia
dentro spira sottile, flebile
del vuoto aeternum.
Loculi sfitti,
di tanto in tanto rinverditi
dalla morta esistenza
di scheletri, uguali, indifferenti.
Nella pietra scavata
riposa esca prima in vita,
sotterrata, inerte.
Verbo più non emettono,
giugulari atrofizzate
dal freddo che d'inverno
il senso vitale ottunde!
Kyrie eleison!
Tombe, ossidate,
abbellite da morti viventi,
da fiori emananti cristalli,
vapori di crisantemi,
gemme incandescenti, olezzi,
famelici di spirito, palazzi,
incrostati da salmastro
smog tumefatto, nerastro.
Requiem aeternam!
Per te solo vita finita
continua a vivificare, morte.
Nel vuoto s'accende la luce
di un catartico oblio.
Lì sopisce silente
l'oleandro morituro!

 

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3 commenti:

  • bruno guidotti il 04/02/2013 16:29
    Magnifica poesia dalle fosche atmosfere, la quale però, non lascia nessuna speranza ad alcun futuro.
  • Michelangelo Cervellera il 14/12/2007 22:30
    ... E tu onore di pianti, Ettore, avrai, ove fia santo e lagrimato il sangue per la patria versato, e finché il Sole risplenderà su le sciagure umane. (dei sepolcri - (foscolo))
    leggendola mi è balzata in mente questa magnifica poesia del Foscolo, ma lui parlava di speranza, nella tua vedo solo il buio. Michelangelo
  • francesco sobberi il 14/12/2007 10:11
    Poesia gotica, con atmosfera tardo medioevale. Che sia questo il nostro presente-prossimo? ciao

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