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VASCELLO SOLITARIO

Ho lasciato la sabbia infuocata alle spalle
per immergere i piedi
nel refrigerio del mare
ed affondo nell’umida battigia
assaporando la mia dolce solitudine

Come un vascello
alle cui vele è stato donato il vento
percorro l’orizzonte con lo sguardo.

Con sempre maggior vigore
dispiego le mie vele,
solco le mie inquietudini
e più veloce ancora
mi dirigo verso il sole.

Stormi compatti di gabbiani
m’inseguono nel viaggio;
m’ immolo all’orizzonte,
al fuoco del tramonto
mentre si oscurano le acque.

Solitudine di sale.
Divengo sabbia,.
divengo ghiaia che si lascia sgretolare,
divengo acqua e sole.
Un colpo di vento e poi nulla.

 

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6 commenti:

  • Adamo Musella il 31/12/2008 00:06
    Inseguiamo un sogno che ci porta a confondere all'orizzonte, la bellezza si ritrova e confida nella nostra speranza di diventare uno col tutto... poesia intensa, piena di vita e di bellezza, bravissima cara Marilena baci
  • Ezio Falcomer il 30/07/2008 15:10
    Un volo al nulla in costante metamorfosi, un infuocarsi al principio della notte, tragico e/o liberatorio
  • Cinzia Gargiulo il 15/05/2008 08:58
    Ricca di immagini veramente suggestive.
    Molto bella!
    Un abbraccio...

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