PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

CREPUSCOLO

L’ora del silenzio finalmente è giunta.
Le ombre si allungano sui muri.
Alla mia sedia riordino pensieri.
Tremuli bagliori accompagnano sospiri
e le parole ipogee, sedimentate nell’anima,
mi scorrono nel sangue,
divengono tumulto.
Allora nella mia penna qualcosa si muove dentro
e le dita scorrono come giumente al galoppo
sulla candida distesa del foglio.
Non è mutato nulla nel tempo:
io bambina mescolavo lacrime e inchiostro
per l’amore mai nato;
io donna intenta a domare i palpiti di un cuore bizzarro,
e il vento sferzante d’emozioni
come la bora a Trieste.
E le parole migrano come le rondini di marzo
su cieli candidi senza nemmeno una nube
e il tempo scorre,
non sosta neppure nella rugiada che stilla
tra i petali del rododendri
o nell’incanto dorato di un bacio d’amore.
Presto calerà il sipario della notte
sui giacinti appena schiusi;
già una sottile pioggia d’indaco
si posa lieve nel roseto.
Mi sento serena senza le maschere
che la vita mi fa indossare,
sotto le stelle sarò soltanto me stessa.

 

0
6 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

6 commenti:

  • Anonimo il 19/06/2010 11:03
    Adoro il tema della maschera, un oggetto essenziale per condurre una vita sociale a cui l'uomo è prediposto. Solo quando ci si sente soli (e l'ambiente da te immaginato rende l'idea) solo allora si può in parte allargarla. Ma credo che non si possa abbandonarla mai, farebbe troppo freddo altrimenti.
  • Anonimo il 15/11/2009 16:31
    mi piace proprio il tuo modo di scrivere, di raccontare i sentimenti, sei davvero brava!
  • VINCENZO ROCCIOLO il 08/10/2008 09:10
    Il tuo stile, Marilena: un misto di timide e delicate introspezioni della tua anima, dove più che descrivere si lascia immaginare, e di immagini poetiche che descrivono quella natura che tu ami, i fiori, le piante, le rondini.
    Il tutto dà vita ad un connubio fatto di delicatezza e armonia che lascia il lettore con un senso di pace interiore e di ammirazione per il tuo sapiente uso delle parole.
    Sei brava, Marilena, e più leggo le tue opere, più me ne convinco.
    Un abbraccio.
  • Michelangelo Cervellera il 28/05/2008 21:58
    È una bellissima poesia dove si rincorrono gioie e dolori speranze e delusioni, ma alla fine, finalmente ci accettiamo per ciò che siamo.
    Ho messo la tua poesia nelle mie preferite, un dono a me, un BRAVA a te.
    Michelangelo

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0