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Figlio di un mondo

Li dove l'effimero io
si piega ai limiti fisici
della sua pochezza.
Figli di un mondo
dove ognuno
pensa per se
vacili orfani di logica
celata la dolcezza
dietro a una fredda cultura
globale che affannosamente si
trascina tra il nulla e il virtuale
mentre il tempo
scorre nelle vene
trascina la coscienza
di un'anima inquieta.

 

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0 recensioni:

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16 commenti:

  • claudia checchi il 12/07/2008 18:17
    molto bella beava. continua cosi'.. complimenti--
  • Egon il 30/06/2008 02:02
    mi è piaciuta
  • Egon il 30/06/2008 02:02
    critica alla società e sfogo per l'incapacità di adattarsi a un mondo che muore
  • Pablo X il 30/06/2008 01:24
    Tra il nulla ed il virtuale ci sono quelli che almeno si chiedono dove stanno.
    Bella poesia. Anche se per me rimane molto criptica.
  • Michelangelo Cervellera il 22/05/2008 21:12
    Suppongo dopo avel letto anche questa che siamo molto simili ( come molti in questo sito) nel sentire e scrivere il disagio a cui le nostre anime e i nostri corpi sono sottoposti dagli eventi che ogni giorno rischiano di travolgere il nostro spirito. È bello leggerti. Michelangelo
  • Patrizia Cremona il 22/05/2008 12:50
    Grazie a chi mi legge...
  • michael santhers il 22/05/2008 05:45
    tutta l'indifferenza di ognuno si spargerà nel cosmo e ci ritornerà macigno sempre a ognuno, molti credono di trovarsi lontani dalla ricaduta... amen
  • Anonimo il 18/05/2008 18:24
    Un tormento che si percepisce...
    essere figli di questo mondo, dove molti di noi, sono alloggiati per obbligo della vita...
    Ma non sentirlo proprio, perchè distanti dal nostro mondo effimero, che viene nutrito dai nostri utopici sogni...
    Ma anche questo fa parte di noi.
    Ciao Patrizia,
    leggo e accolgo.
    Ciao
    Angelica
  • Vincenzo Capitanucci il 18/05/2008 17:41
    Bellissima... la leggo con piccolo cambiamento.. scusa... mentre la luce scorre nelle vene.. trascinando coscienza.. in un anima in quiete...

    I figli degli uomini
    v
  • Anonimo il 18/05/2008 15:13
    credo sia il mondo in cui viviamo assente e virtuale. molto ben espressa. un grosso bacio salva
  • laura cuppone il 18/05/2008 12:25
    si sente
    palpabile
    il tuo tormento
    ... certo
    più si é carichi di un peso
    più si sente il bisogno
    di camminare e lasciare orme

    profonde
    ...
    saprai
    che nel tuo cuore esiste
    la formula giusta
    inspiegabile
    per raggiungere la superfice
    prima
    e poi
    la sabbia...
    ciao patrizia
    Laura
  • Patrizia Cremona il 18/05/2008 11:32
    Grazie...
  • giuliano paolini il 18/05/2008 10:05
    e' proprio un gran dono l'anima inquieta che vibra quando il troppo assuefarsi al trin trin si fa soffocante e' il segnale che il divino che ci riempie si e' un po' rotto di sopportare la mediocrita'

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