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il rimedio dell'orgoglio

bisogna riposare senza nulla cessare,
il constante apparire dell’incerto, muove lo scrupolo.
muta rivalsa, acre condanna, sapore di innata pesantezza,
scrivo di nuovo l’oblio dell’anima,
son poeta del nulla dire e dono parole a chi non può sentire,
porto il rimedio al torto, riporgo l’abbreviazione del mio percepire, perchè son della falsità il volto,
predico sagge maldicenze, delineo il confine tra me e il mio danno, la regola del gioco, del potere l’inganno,
rimango solo qui a difendere il vuoto, bianco nulla, del mio sapere.
ritorno alla mente per la diritta via,

lungo cammino per il rimpatrio della ragione, accogli me e la mia illusione, dalla fretta di una lenta confusione,

la persecuzione a cui mi diletto senza graffiar per difetto, la paura spinge il gesto, di giudizio riempio il mio petto, senza neanche poter sfogare, la mia arrabbiata delusione,

il sardonico sorriso come molesto preavviso, discordia incessante, mutevole e vana espiazione di innocente colpa.
infine a te scrittore dedico il mio pensiero

leggi l’istante del tuo dolore, assimili la tua paura e ricami rime per il buon lettore,

gia ti vedo nel bianco schermo che scarti i tuoi pensieri,

allora metti le vesti dèll’alchemico figuro, citazione o ispirazione, plagio o confusione, senti il vuoto dell’anima e il peso della tua stanchezza e hai bisogno di gloria

per compensare del tempo che hai passato ha scavare nella tua memoria.

 

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1 commenti:

  • Fabio Solieri il 17/09/2014 09:51
    Un po' d'orgoglio si unisce al sale della vita, e se proprio deve essere il pane degli stolti speriamo che almeno un po' nutra

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