accedi   |   crea nuovo account

Gli uomini col distintivo

Quegli uomini portavano un distintivo luccicante
che spesso esibivano al posto delle loro facce
all'inizio sembrava non significare niente
simile all'iscrizione al club delle bocce.

Lo esibivano all'occhiello nelle loro televisioni
come una stella sul cuore sberluccicava in diretta
e si commuovevano davvero i molti coglioni
che ne avevano acquistato similcopia con la loro paghetta.

Accompagnarsi con pornostar era poi di rigore
e in alternativa c'era sempre l'attricetta fallita.
Le prime ricambiavano simulando nell'amore,
le altre, poverelle, s'immolavano per tutta la vita.

Conquistarono il paese di domenica, se non erro,
e fu un giorno memorabile anche per chi non c'era:
chi non ricorda i gioiosi boati delle mine anticarro,
i festoni dei reticolati, il Presentatore severo

che condusse dal vivo l'interminabile trasmissione
con i commenti a caldo dei risultati elettorali
concedendo alla neonata e già morta opposizione
l'onore d'una delle sue celebri intemperanze verbali.

E cominciarono presto le purghe a base di glicerina,
che chiunque abbia subito di certo non scorda
perché non erano gli oppositori a prendere la medicina
ma i vincenti, che li inondavano poi della loro merda.

Quello di nemico del resto è un concetto relativo
poiché lo si applica soltanto a chi è ancora vivo,
però in definitiva l'esistere, in queste evenienze,
è essenzialmente una questione di audience.

Dicono che il potere corrompe, ma non è il loro caso:
loro erano già corrotti, e se si soffiavano il naso
era per indicare che la mazzetta sembrava carente:
pare che un fazzoletto di seta fosse il loro contante.

Per esistere ai loro occhi c'era infatti da pagare un prezzo
comodamente rateizzabile nell'arco dell'intera esistenza
ma erano così generosi che quelli privi di ogni mezzo
potevano saldare il conto con la propria coscienza.

Tutti sovrastava l'effige del Grande Padrone Sorridente,
che tutti benevoleva ed era sempre presente
per consolarti ad ogni ora del giorno e della notte
come uno che ti vuol tanto bene, e per questo ti fotte.

12

2
3 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

3 commenti:

  • Anonimo il 19/05/2012 21:43
    i distintivi li portano solo coloro che per capire cosa pensano hanno bisogno di un etticcheta
  • senzamaninbicicletta il 20/11/2011 16:38
    poesia per quattro stagioni dal '22 ad oggi. "fortunatamente viviamo tempi e relta' che ci permettono di scegliere dove posare le nostre nobili natiche" scusa giuliano ma io non credo sia così: volenti o nolenti siamo schiavi mediati dell'informazione e della comunicazione di massa. Nessuno ne è indenne.
  • giuliano paolini il 25/05/2008 15:55
    il limite e la grandezza dei tempi e' sempre data dagli uomini che lo popolano
    purtroppo quasi sempre i comandanti vivono in atmosfere rarefatte e un po' false dove perlopiu' adulati dai propri servitori perdono di vista la reale misura dell'uomo che e' fatta di picchi ma anche di profonde valli. fortunatamente viviamo tempi e relta' che ci permettono di scegliere dove posare le nostre nobili natiche. le nostre scelte quelle si ci mettono poi di fronte a noi stessi. auguro a te di trovar il tuo giusto spazio che possa gratificarti

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0