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La bambola di porcellana

Il buio della soffitta è un palcoscenico nascosto,
dove i sogni segreti vivono composti.
Sono strumenti della vita mandati a riposare
che hanno smesso da tempo di suonare.
Le chiude gli occhi a quella bambola di porcellana
e docilmente la ripone aggiustandole la sottana.
Quell'amica dei giochi e compagna degli anni,
ha acceso il suo cuore sino ai suoi sedici anni.
Adesso è già donna, ha un figlio di un anno,
un balocco migliore e ha conosciuto l'amore.
Ma quegli occhi parlano ancora,
si rivede nel tempo e sogna ancora.
Rimane a guardarla la bambola amica,
che le ha dato il suo tempo, ma anche la vita.
In quegli occhi di vetro ci sono frammenti rivisti,
e non hanno mai tradito i segreti che han visto.
Un giorno ti ho sbattuto sul muro confida la donna,
perchè qualcuno ha violato sotto la mia gonna.
E quando ti ho chiesto un aiuto concreto
sei stata muta e hai conservato il segreto.
Ma i tuoi occhi mi parlarono davvero,
mi dicesti, che se continuavo a giocare
il tempo migliore tornava ancora.
E io volevo rimanere bambina,
e quelle notti in cui dormivo,
allungavo la mano per sentirti vicino.
Una notte ti ho vista piangere di nascosto,
chissà se nei tuoi sogni c'era posto per un cuore davvero.
I tuoi occhi erano sinceri.
Volevi lasciare il cuore di bambola,
per un cuore di mamma e farmi le coccole.
Ma appena nei sogni mi vedevi partire,
chiudevi anche tu quegli occhi e andavi a sognare.

 

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