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Lo stupro

Cerca il raggio di sole nel primo mattino
il suo timido fiore.
Lo cerca nel folto del bosco,
lo cerca frà l'erba nascosto,
lo cerca ove pura sorgente inizia il suo andare,
splendida ninfa che va verso il mare.
(cercano la giovane donna... cercano la giovane donna)

Col fuggire dell'ore, l'ansia cresce nel cuore,
cerca dove restano d'antichi casali, ruderi soli
cerca ai bordi d'un orrido fosso,
cerca sull'alto del colle, che dal punto in cui posto,
lontani vedere tu puoi, il mare... il cielo baciare.
(cercano ancora la giovane donna...)

Da ovest ora giunge un richiamo: raggio di sole
è ora d'andare.
Ti prego natura fammi restare,
ferma del sole il calare, debbo ancora cercare.
(cento e più torce ora illuminano il bosco)

Fiamma di torcia dal vento agitata,
illumina e scorge nel buio del fosso,
tra rovi, tra spini, tra arbusti contorti,
nel fango gettato il timido fiore cercato.
Il gambo è reciso, la corolla violata,
poveri resti di donna stuprata.
(L'hanno trovata... l'hanno ammazzata)

Ora se passi nel folto del bosco,
ove fresca sorgente inizia il suo corso, ove vicini son muri caduti
e dove più avanti c'è un orrido fosso,
alti nel cielo, puoi talvolta vedere volare,
un raggio di sole ed un piccolo fiore,
che vanno a dormire nel fondo del mare.


                                                       
                                                        Bruno Guidotti.

 

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11 commenti:

  • Anonimo il 20/07/2011 20:34
    Ho apprezzato, di questa tua poesia, il paragone della donna ad un fiore, ad un raggio di luce, quell'innocenza rubata e violata per sempre. Seppur con espressioni tutt'altro che forti, questi tuoi versi narrano quella che è la tragedia di uno stupro, un atto che è sempre e comunque omicidio. Il punto è, però, che non tutte le vittime di stupro hanno l'aspetto delle vittime di CSI. Il problema è che in questa nostra misogina e medievale società, una donna convince di aver subito una violenza solo se al suo ritrovamento è già morta o in fin di vita. La maggior parte delle donne riporta lividi e lesioni guaribili in pochi giorni... all'esterno. È di quello che accade dentro che bisognerebbe parlare; sono le ferite e le cicatrici dell'anima la prova più evidente e brutale di uno stupro.
  • zoe marcelli il 21/10/2008 10:04
    premetto che sono molto prevenuta riguardo a uomini che parlano di stupro, aborto e siffatti argomenti. In questo caso sembra si vada per boschi a cercar fiori o funghi.. peccato sia una donna ammazzata e stuprata. Si addice di più alla ricerca del castorino morto. In uno stupro non esiste domani, non esiste un raggio di sole, non esiste mai più
  • VINCENZO ROCCIOLO il 25/07/2008 08:49
    Per me sei un vero poeta, Bruno. Questa tua poesia andrebbe studiata nelle scuole, per il tema che tratta e per lo stile con cui è scritta.
    Il finale è di una bellezza sconvolgente. Molto molto bravo.
  • Ezio Grieco il 08/06/2008 00:31
    Bella, bella, bella! Anche perchè è un tema sul quale mi sono cimentato io pure e quindi particolarmente.. sentito (anzi, se ti resta un po di tempo avrei piacere che la leggessi)
    clezio
  • Gianmarco Dosselli il 07/06/2008 10:38
    Espressioni forti per una poesia che va al di là della lode.
  • Maria Gioia Benacquista il 27/05/2008 12:56
    Bruno, la poesia è eccezionale, la descrizione bellissima... il tema sconvolgente.
    Un fiore strappato alla vita... Commovente denuncia di una piaga sociale... che nessuna donna subisca lo stupro... non ho altre parole.
    Solo dirti che sei bravissimo.
    Maria G.
  • Cinzia Gargiulo il 21/05/2008 20:20
    Quando un uomo stupra una donna e come se non bastasse l'ammazza pure non è più degno di essere chiamato uomo perchè è solo una bestia!
    Purtroppo ci sono troppe bestie in circolazione!
    Un poesia forte che come donna mi fa male leggere perchè putroppo descrive una realtà ricorrente...
    Un caro saluto.

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