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Il Rischio

Su codesto libro mesto ed accoccolato
giaccio naufragato nella buia sala
ove aleggia il romito suono
di uno spettrale violino.

E scorre il mio tesoro più raro
e scorre con lei, a lei degno pegno
e scorre con codesta penna
e scorre con codesto torrente in piena.

Dove vai piccolo cuore impaurito?
Non ti accorgi di essere troppo ferito?
No, o forse si, ma straripante è l'arido desio
e da troppo all'opalescente sorgente non attingo.

Così rischio, rischio un'altra mia cantica
ennesimo lembo della mia saviezza strappato e scritto
un'altra zolla della mia ormai fugace presenza
un altro fazzoletto del mio regno saccheggiato:

Come ogni scommessa del cuore
pagherò l'effervescente onore
e il lucido pensiero esteriore
e il sempre lodato rigore.

Ma dolce mi è codesta perdita
poiché in nessun tempo della vita
viscerali ma vere sodali
sono state virtù tali.

 

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2 commenti:

  • Ugo Mastrogiovanni il 22/05/2008 19:43
    Leggo e rileggo con attenzione i testi di Antonio R. ma, a mio avviso, lo ritengo più filosofo che poeta perché mi affatica comprendere il suo pensiero.