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com'è dolce affogare nel vostro mare

siamo i figli del sudore dei nostri avi, ma dell'onesto puzzo ce ne siamo liberati in fretta e furia, mossi da una luce borghese che ci accecava. Della maestria, del saper fare non ne portiamo neanche traccia, troppo grassi, troppo unti dalla nostra società telecivilizata, per capire. ci siamo persi, abbiamo perso ;il territorio della sconfitta l abbiamo occupato e ne abbiamo fatto, la nostra terra dove uccidere il sole e fare posto alla tenebra, dove impera la disonesta maschera. le sue donne generano mostri di avida pallidità, ma non hanno neanche il colore della cattiveria, però si vendono come lanzichenecchi e basta una montagna in piu che perdono la guerra.
ritrovo il conforto solo nella mia lamentela, so sfogare solo il mio odio, contro me stesso non ho la forza per reagire, so solo stare male e vittimizzare il mio io.
il dottore non mi da la cura, indicizza il mio male e prescrive, la soluzione che fornisce lo sciamanico rappresentante.
non capisce, non patisce, non perisce, cerca costantemente le parole giuste per dirmi che non siamo una generazione di fenomi.
mi accodo alla fila della mutua ricompensa, perchè la colpa è di qualcuno se ho fallito, non mia, regalo agli altri la responsabilità di me stesso, mi guardo dentro e non vedo oltre a me stesso in questo piangere, lacrime di paraffina cadono, che invece di liberarmi, mi ungono la faccia facendomi diventare lentamente un mostro, ma non ho il coraggio di mostrarlo agli altri, che sono io la causa del mio supplizio, cosi maschero la mia identità.
mi travesto da rivoluzionario borghese e mi metto a gridare accodandomi al corteo delle buone intenzioni urlo, grido canto, voglio la mia libertà, voglio il mio diritto di affondare decentemente, nel vostro mare, dove il cielo è rosso e i pesci non sanno piu nuotare, e stanno a galla per non affogare.

 

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8 commenti:

  • Anonimo il 16/03/2010 21:36
    Decisamente appassionante nella sua triste Verità !!! Complimenti!!!
  • Vincenzo Capitanucci il 25/05/2008 15:35
    Realistica... un grido di disperatà libertà.. in un caotico oggi..

    v
  • Anonimo il 25/05/2008 15:13
    "... e i pesci non sanno più nuotare
    e stanno a galla per non affogare."
    Fantastico!
    Bravissimo!
    ... però, sistemala, dai! Merita!!!!
  • giuliano paolini il 25/05/2008 15:03
    le nostre nudita' sono le più mostruose da affrontare non perche' lo siano in realta' ma perche' cosi' si usa dire fino a che non smettiamo di vergognarci di come siamo e smettiamo di chiederci' perche' siamo cosi' o non cosi' non e' possibile abbandonare il territorio del qualunquismo ed addedntrarci nella nostra intimita' che e' fatta di dolcezza e meraviglia ma anche di lerciumi e
    miserie vivi in fondo gli uni e gli altri senza distinguere troppo quel che e' meglio e ti trovarai migliore di quel che credi un augurio sincero giuliano
  • narco muto il 25/05/2008 14:33
    avete ragione sulla punteggiatura scrivendo con il blocco note di windows quando copio e incollo viene fuori un putiferio
  • Andrea Iaia il 25/05/2008 14:00
    Ok, ma correggi la punteggiatura e sopratutto gli spazi, altrimenti, sembra un minestrone. Adattabile il tuo.

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