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Autunno

Foglie incoscienti cadono
dalla Quercia stanca.
Tu, solitaria, scandivi
i passi del vento cadenzato.
Quale oboe paralizzato,
suonavi acerba musica d'Ulivi.

 

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4 commenti:

  • Claudio Amicucci il 05/07/2007 22:46
    Anche a me, come a Sara questi versi hanno fatto pensare ad una atmosfera antica, perché no, quasi celtica. OK. Ciao Claudio
  • sara rota il 08/03/2007 16:33
    A questa poesia assocerei una dolce ed armoniosa danza celtia, magari suonata in un bosco ai piedi di un ruscello. Bravo. È bellissima
  • Notari Silvano il 05/03/2007 20:49
    Anche qui trovo tracce d'ermetismo. Una spartizioni di stili fra Ungarettti Montale e Luzi. Beh! che dir si voglia quaesto ormai è l'orientamneto della poesia contemporanea. A me piace questo stile anche perché non ci sono certezze nella individuazione dei concetti e questo lasciare un po' d'amaro nella mente è sicuramente stuzzicante. Ciao da Silvano.
  • Anonimo il 05/03/2007 17:16
    Ci sono giorni che mi sento una foglia stanca.. e come diceva Neruda.."ci sono giorni che mi stanco di essere uomo"..

    KX

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