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cuori randagi

Trema e suda la città.
Non ha più gambe per correre
il fiume
e le strade non conoscono
le impronte sotto i colpi di mortaio.
Ci sono palazzi storditi
dal fuoco
e corpi travestiti da cadavere
abbandonati agli occhi increduli
del mondo.
Avanzi di giocattolo
sui marciapiedi hanno domande
da porre al fumo che sorride alla notte.
E pezzi di vita
fiiscono per diventare cuori randagi
da lanciare nei cassonetti
in quel che resta
di una terra senza luce.

 

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5 commenti:

  • Filippo Minacapilli il 07/03/2012 12:01
    Bellissima! Un quadro che smuove le coscienze... Piaciuta e molto!
  • michela colitti il 04/02/2009 04:08
    molto bella, riflessiva ed emozionante... mi piace.
  • Maurizio Gagliotti il 17/06/2008 19:44
    Stupenda. Un bel modo moderno di fare poesia. Bravo ti leggerò ancora. Leggi qualcosa di mio se ti và e fammi sapere.
  • Michelangelo Cervellera il 30/05/2008 21:15
    Si "vede " questa poesia, si sente la sofferenza, l'odore della morte, l'angoscia dei giocattoli, ma gli occhi rimangono increduli per poco, la coscienza dell'orrore non abita quasi più in questo mondo.
    È splendida, veramnte splendida questa poesia.
    Michelangelo
  • MORENA MANICARDI il 30/05/2008 18:26
    Parole toccanti che rispecchiano una dura realtà.

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