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Gaeta

Sui declivi olezzosi d'Ulivi,
su acerrimi sterpi e mosti d'uva,
riposavi adagiata sull'Orlando.
La roccia scalfita dallo sciabordio
sedimenti ardimentosi cattura,
increduli spazi di graminacee.
Intorno al coriaceo balzo d'aquile
la tellurica sabbia argillosa, si sfalda,
calorosa suggella la vita del borgo.
Va e torna la gazza dal suo nido
lì dirimpetto alle Pontine prode:
perlustra; la preda stana dal solco
irregolare dell'armonica onda.
Secoli immemori han forgiato esistenze,
reliquie ossequiose di blanda natura,
lì ove montagna sopisce mistero,
d'un Moro l'impronte del miscredente.
Or rimane la pace infedele
dell'umana spezie a protegger il cielo,
tuo, l'azzurro intriso di speranze,
catalogo "Alpitour" all'occorrenza!

 

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4 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Anonimo il 14/01/2014 03:40
    apprezzata... complimenti.
  • Anonimo il 19/04/2012 20:38
    splendida poesia complimenti giovanni

4 commenti:

  • Anonimo il 02/05/2011 17:16
    Splendida poesia
  • Anonimo il 21/01/2009 11:48
    Bellissima poesia... sembra di ritrovarmi sull' "Orlando"... lì dalla parte della polveriera... dove il panorama che regala rasserena anche l'animo più assorto...
  • Anonimo il 21/01/2009 11:48
    Bellissima poesia... sembra di ritrovarmi sull' "Orlando"... lì dalla parte della polveriera... dove il panorama che regala rasserena anche l'animo più assorto...
  • alberto accorsi il 30/09/2006 10:58
    Di difficile lettura dovuta forse alla grande profusione di aggettivi
    poesia "petrosa"insomma

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