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Orizzonti

Come al solito,
di metonimia in metonimia
mi trascinavo
metaforizzando l’assenza

Ma quel mattino, dopo lo sparo,
mi piacque assaporare
l’ attonito silenzio:
dall’Imperatore ci andai...
ma portai con me
Tiberio, il tribuno.

E che dire della sera?
fu ancora più strana:
tra le camere colorate della cascina- senz’acqua
mi aggirai curioso bambino
avvolto nell’aria dolciastra

con un piccolo bicchiere
divino

 

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5 commenti:

  • francesco sobberi il 20/06/2008 12:51
    mi viene spontaneo dire : la poesia è sincerità avvolta nel mistero della mente. bravo, ciao
  • laura cuppone il 13/06/2008 19:19
    che bella questa alberto...
    ti vedo sai...?
    fai sempre viaggiare tu, in un modo o nell'altro...
    ciao Laura

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