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A zio Amedeo

Nei tuoi lunghi silenzi,
nelle tue poche parole,
un urlo d'amore.
la tua schiva persona
come quercia, proiettava su di me piccina ombra protettiva.
Le buste della Standa al tuo rientro dal lavoro, una festa alla
ricerca del sicuro, modesto dono.
Le tue pasticche Valda, nella scatola dorata, una ghiottoneria a me mai negata.
I tuoi occhi buoni che guardano stupiti il mio pancione,
le tue corse alla corriera, per portarmi il tuo amore, li' in quel letto d'ospedale, mi portavi la tua presenza costante e il tuo sguardo rassicurante.
I tuoi occhi ancor più dolci, mentre coccoli la mia bambina,
ogni giorno un balocco nuovo alla mia pupina.
Per quel poco che ci sei stato, più di quanto hai fatto con me l'hai viziata.
Tu, più padre di mio padre, sempre con me, e ancor di piu'
quando papa' volo' in paradiso, nascondevi il tuo dolore e mi donavi il tuo sorriso.
Sempre con me, da quando nella tua casa, alla vita mi sono affacciata.
Poi, un di' di maggio mi hai lasciato, senza una parola, e nel tuo lungo silenzio da allora, io sento l'urlo del tuo amore che mi accompagna ancora.

 

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5 commenti:

  • Nicola Saracino il 05/08/2008 19:00
    ... e si sente che è vero. È un grande zio, capace di far nascere grandezza nei nipoti.
  • sabrina balbinetti il 26/07/2008 18:52
    AMMIRO LA TUA SENSIBILITA' VERSO LE PERSONE A TE CARE... BELLA E COMMMOVENTE
  • VINCENZO ROCCIOLO il 25/07/2008 08:23
    Uno zio che deve essere stato davvero come un padre per te.
    Molto bella, Stella.

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