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BRIGADIERE

L'ululato dei lupi
l'accompagnò
scesi a salutarlo
dalle vette della Sila
E la Luna
sparse bianco candore
sullo spettro del treno
che partiva
Lacrimando
Agitò la mano
Come il vecchio padre
sazio di bocconi amari
agitante un fazzoletto
Scelse male la stagione per migrare
come pure il coraggio e la divisa da indossare
Tornò da solo con lo stesso treno
abbracciato al tricolore per rivedere morto
il vecchio padre senza più ragioni

 

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5 commenti:

  • michele marra il 22/04/2007 10:59
    La poesia per avere un futuro deve tendere all’essenzialità.
    Superiamo il decadentismo con una nuova poetica di ricerca dei termini, di corretta allocazione della parola, di messaggio completo e compiuto, prima nella mente del poeta e poi esteso agli altri.
    La lirica non può essere solo sfogo del poeta, ma messaggio per gli altri.
    Cosa deve fare il poeta? La sua è la ricerca della parola, del termine giusto da inserire al proprio posto, della scultura del “termine” della venatura della parola, come se fosse marmo. Solo così decollerà il nuovo rinascimento della poesia.

    Michele Marra
  • Riccardo Brumana il 21/03/2007 13:20
    forse la mia interpretazione è sbagliata, io vedo un brigadiere che torna a casa e vedendo suo padre morto non trova pace per non essergli stato accanto.
  • Riccardo Brumana il 21/03/2007 13:15
    e se fosse morto mentre era in ferie in brasile all'ombra di una palma sarebbe stato tanto diverso? non sono molti che hanno avuto la "fortuna" di essere vicini ai propri cari mentre "partivano" per l'ultimo viaggio. io sono uno di quelli, ma non me ne faccio una colpa, perchè tale non è. mi consola il fatto che ogni volta che la vedevo non perdevo occasione per dirle quanto l'amavo.
  • michele marra il 08/12/2006 10:31
    Un pensiero ai tanti caduti

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