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L'orco

Voci vengono fuori da dentro i muri.
Nella mia stanza tuta bianca.
Io sto con ragni e pipistrelli.
Gli unici che mi fanno compagnia quando dormo.
Papà vuole parlare con me
Mamma non capisce
Lei crede che io viva in un modo di giochi
I miei amici che vivono sotto il pavimento
Con le loro piccole zampe e piccoli occhi
Almeno loro sono liberi di scappare sotto la porta
E un giorno lo sarò pure io.
Ma adesso basta con questi sorrisi
Non potrò mai essere felice
La mia testa vibra il mio corpo trema.
Presto papà vorrà parlare con me
Mamma non capisce
Crede che io viva in un modo di giochi.
Anche il dottore non sa più cosa fare.
Lo so che mi vuole sezionare.
Entrare dentro per scoprire cosa c’è che non và.
Chissà cosa si aspetta di trovare.
Volevo solo un mondo di giochi
Adesso smarrito nel mio mondo di orrore e sofferenza
SO
Che non potrò mai essere giovane
Non potrò mai essere un piccolo bambino
Volevo solo un mondo di giochi
Invece mi sento come crocifisso a questa vita
Rinchiuso nella mia stanza
Dove l’incubo è così reale
Dove nessuno mi potrà mai capire

 

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9 commenti:

  • Adamo Musella il 30/08/2008 00:57
    Rinchiusi e offesi nella nostra dignità possiamo solo rattristarci per la pochezza di chi non sa più sognare. Molto intensa Luca ciao
  • ariele a. il 22/06/2008 14:06
    "nessuno mi potrà mai capire", è vero se certe luride esperienze non ti toccano direttamente penso sia difficile immedesimarsi, a meno che non si abbia una grande sensibilità: le tue parole sono autentiche, sono quelle di un bambino.
    mi hai fatto venire in mente "Canenero" dei Subsonica, anche loro non a caso parlano di una porta chiusa: "quella porta è un dolore bambino che nessuno voleva ascoltare". tu sicuramente vuoi e sai ascoltare.
    ciao
  • Luca Moneti il 22/06/2008 11:14
    Scusate ma devo fare una puntualizzazione non ho vissuto direttamente questa esperienza ma il lavoro che faccio mi ha portato a stare in contatto con alcuni bambini che sono stati vittima di certe cose, parlando con loro vedendoli nella loro vita normale questo è quello che mi hanno lasciato-
    grazie a tutti dei vostri messaggi
  • Paola Reda il 22/06/2008 07:40
    Ho affrontato, seppur da un padre "acquisito" gli stessi morsi dell'orco... avevo 12 anni. Allora anch'io non vedevo futuro e soprattutto mi sentivo sporca dentro perchè questa è la forza dell'orco: far sentire la vittima intimamente colpevole. Poi si cresce e, anche se l'infanzia è una parte persa della vita, si comincia a capire, a voler urlare il dolore subìto. Tu ora cominci ad urlare, ad affrontare le angosce di quel bambino. Ora stai uscendo dalla porta, non stai scappando da sotto i battenti. Ora gridalo al mondo, affinchè non possano mai più esistere quei "porci". Un abbraccio con tutto il cuore.
  • Elena C. il 21/06/2008 20:38
    In ogni stanza c'è una finestra, in ogni stanza come un galeotto con un cucchiaio puoi scavare la tua finestra e guardar fuori.. perchè anche se non lo sai c'è chi è di sotto ad aspettare che ti affacci.
  • laura cuppone il 20/06/2008 19:54
    una poesia reale..
    una poesia viva... come dolore nella carne..
    ma anche come oppressivo senso d'ansia..
    che nessun dottore ha mai letto
    davvero
    su nessun libro
    perché quel libro non esiste e non é pagina di carta..
    ma lunga astinenza da sé stessi
    o troppe immersioni nella pece..
    credo d'aver provato
    l'alito dell'orco
    e l'impronta dei suoi denti
    sul mio
    cuore...

    ciao Luca...
    Laura
  • Alessandro Cancian il 20/06/2008 16:29
    che dire: agghiacciante!
    ed è proprio grazie alla tua capacità espressiva che l'hai resa tale!

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