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le couer bohémien

Vissi a lungo sperando che il carretto
della mia inquietudine si fermasse
a fiancheggiare le pupille ardenti
della giovinezza
portando la mia anima
a contemplare quel domestico
infinito rannicchiato nella luce.
Erano segrete le strade
che mi separavano dalla pace.
Gonfie di favolosa bellezza
tribù di mari e fiere altezze
grondanti di secoli
sembravano pretendere il mio arrivo
impadronendosi di quel cuore
zingaro, le coeur bohémien,
che cresceva a stento tra dolori
indomabili
e intimi rimpianti.
Ed in mezzo a cicatrici
di buio e pessime mandrie
ho pianto tutto il nero
che portavo in grembo,
sprofondando
in una strana malinconia
d'ingenuo tormento.

 

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5 commenti:

  • Anonimo il 16/04/2009 00:44
    molto bella
  • Michele Storti il 04/07/2008 10:59
    Ci sono alcuni scritti che se pure non sono compresi del tutto, emanano sensazioni che in alcun modo vengono scalfite... questo è stato per me uno di questi..
    Complimenti
  • Anonimo il 30/06/2008 08:57
    Veramente bella... i miei complimenti. Quel cuore zingaro che cresceva a stento mi fa pensare che non sia tanto zingaro... sprofondando in una strana malinconia d'ingenuo tormento. Comunque la mia interpretazione è sicuramente distorta dal fatto che io vedo in lei una donna di sani principi ancorata alle tradizioni e per niente, o quasi, bohémienne. Se invece lo fosse credo che sia proprio una bella cosa, tanto l'altra parte di lei non va persa nel nulla. Mi perdoni il commento un po' confuso... mi rifarò con la prossima sua poesia. Questa mi è piaciuta molto. Buona giornata. gi&ak
  • Vincenzo Capitanucci il 28/06/2008 11:21
    Archi mede le Clochard... piange nel grembo nero.. della sua bottiglia di vino... seguendo la sua strana malinconia... ed il suo ingenuo tormento..
    W Jean Gabin...
    bellissima Michela...

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